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11月23日 Una Partenza...Airuno (lecco) 25 ottobre 2008 Sono tornata dalla Ross un mese e mezzo fa. abbiamo percorso un fiume, il Sile, in kajak, da Treviso fino alla laguna di Venezia. Navigare nel canale è stato abbastanza semplice: lo spazio percorribile era limitato dagli argini, e per capire quale fosse la direzione giusta bastava seguire la corrente, che era poca ma comunque c’era… per brevi tratti, quando si era stanchi, si poteva anche smettere di pagaiare, sfruttando la spinta che ci si era dati in precedenza o seguendo la scia del kajak di qualcun altro…magari si andava storti, magari si andava pianissimo, ma comunque si avanzava… L’unico rischio, nel Sile, era quello di impiantarsi nei canneti , ma anche quando questo accadeva, se non si riusciva a venirne fuori da soli, c’era sempre qualche anima pia disposta a darti una mano. Poi però si arriva alla chiusa, e tutto cambia: ti lasci il Sile alle spalle e così, di punto in bianco,una volta aperti i battenti, ti trovi di fronte la laguna. L’orizzonte ti sembra infinito, attorno a te c’è solo acqua per centinaia di metri. Vedi in lontananza le sagome delle isole, vedi il campanile della chiesa che devi raggiungere, ma è tutto coperto dalla foschia e non riesci a capire quanto sia effettivamente lontano, né quale sia il percorso più breve per raggiungerlo. Inizi a pagaiare nella direzione che credi migliore, e ti accorgi subito che è tutta un’altra storia rispetto al canale: qui non c’è corrente, se smetti di pagaiare resti fermo…anzi, se c’è l’alta marea vieni spinto indietro… Per un attimo ti prende lo sconforto e, forse, anche un po’ di paura. Ti senti piccolo piccolo, perso in mezzo a quella distesa d’ acqua, senza punti di riferimento. Sai che ora, più di prima, dipende tutto da te, dalle tue braccia e dalle tue spalle… avrò abbastanza energie per arrivare fino in fondo? E se vado dalla parte sbagliata? e se mi rovescio? Poi ripensi al percorso fatto nel fiume, e ti rendi conto che è stato un grande allenamento per affrontare questa nuova realtà. Il kajak sai guidarlo ormai, non c’è nulla di totalmente diverso rispetto a prima…”guida da te la tua canoa”, il principio è sempre quello! Semplicemente ora non hai la via segnata, devi crearti la tua rotta. Non sei in mare aperto, è vero, ma non sei nemmeno più sul Sile… Ecco,la mia Partenza, questa sera, è la mia chiusa: dopo 13 anni di scoutismo, di questo mio personalissimo fiume, sono pronta ad affrontare quello che ne sta al di là. Come dicevo prima è una laguna, non l’oceano, ma fa lo stesso un po’ paura… All’inizio anche il canale mi faceva paura… poi, quasi senza rendermene conto, mi sono ritrovata sul kajak, con una pagaia in mano e il giubbino addosso: ho dato le prime timide pagaiate, ho capito come muovermi… e poi via, il resto è venuto da sé. Come quando sono entrata nei lupetti…non conoscevo quasi nessuno, non sapevo cosa fare…poi è bastata qualche attività e… beh, dopo 13 anni sono ancora qui.(…..) Finora Akela, Bagheera,i capi reparto, i capi Clan sono stati le mie rive del fiume, i miei punti di riferimento. Il branco, il reparto e la branca RS sono stati l’acqua su cui ho galleggiato, che mi ha sostenuto e spinto… Adesso sono io, e basta. Ormai ho imparato a pagaiare, so come direzionare il mio kajak e , forse, so anche come rialzarmi nel caso dovessi rovesciarmi… Non so ancora bene dove voglio arrivare, ma so COME voglio arrivarci: da scout, da donna della partenza, vivendo davvero i valori che mi sono stati insegnati in questi anni. Ho imparato che a volte andare controcorrente fa crescere, così come chiedersi il perché delle cose senza accettarle passivamente, scegliere coscientemente di prendere una direzione piuttosto che un’altra. Ho imparato a vivere in una comunità, a prestare attenzione agli altri, a portare avanti con coerenza le mie convinzioni e contemporaneamente a rispettare chi mi sta di fianco, anche se ha idee diverse dalle mie: ho capito che “diverso” non vuol dire necessariamente “sbagliato.” Ho imparato che chiedere aiuto non è un segno di debolezza; ho imparato a mettermi in discussione, sempre, a non sentirmi mai “arrivata”, ma ad avere la consapevolezza di essere sempre in cammino… Ho imparato che bisogna buttarsi, anche nelle piccole cose: via la timidezza, via la paura di sbagliare. (…..) Assemblea regionale a VedelagoTutto andato per il meglio!! Grazie a tutti! 11月9日 Partire..."Il nostro guardare lontano è legato al nostro essere continuamente in cammino, alla ricerca, ma è anche guardare ogni tanto indietro per rivedere quale sentiero abbiamo seguito, se abbiamo lasciato le cose meglio di come le avevamo trovate. Dopo aver guardato indietro riguardare di nuovo lontano e accorgersi che si può guardare ancora più lontano." [B.P. 1920] 11月7日 Chicca sapienziale..."Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi"
[A. E.] |
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